Aggiornamenti
sulle convenzioni
di Paolo Moscara
Convenzioni ASL
Si rimette in moto la macchina per il rinnovo della convenzione nazionale. Il 20 Novembre la SISAC, la Struttura Interregionale alla quale è demandato il rinnovo degli Accordi convenzionali, ha convocato i sindacati con il seguente ordine del giorno: 1) presa d’atto delle novità intervenute in campo istituzionale e conseguente nuova normativa procedurale; 2) Valutazione della rappresentatività sindacale; 3) Caratteristiche e struttura dei futuri Accordi Collettivi Nazionali; 4) Programma di lavoro. Trattandosi di procedure del tutto nuove rispetto ai precedenti contratti, speriamo che la riunione serva almeno a dare indicazioni sugli effettivi tempi necessari per rinnovare il DPR 446/2001, scaduto a Dicembre 2000. Oltre agli attesi incrementi economici, bisognerà anche valutare quali nuovi indirizzi le regioni intendono eventualmente dare a questi contratti. Alcuni dei punti critici, emersi in questi anni di applicazione, riguardano il diritto all’aumento orario e le incompatibilità. Le convenzioni vigenti impongono infatti delle limitazioni nell’accettare nuovi incarichi con strutture private accreditate, e questo è accettabile solo se le ASL, nel conferire nuovi incarichi, attingono dall’elenco dei convenzionati già in servizio e non ricorrono a rapporti orari atipici. Si creano in questo modo situazioni capestro dove convenzionati a 15 ore settimanali non possono accettare altri incarichi perché incompatibili, ma non vedono riconosciuto neppure il diritto (già scritto nel contratto) all’aumento orario: costretti per contratto …. a non crescere. Anche il conferimento dei nuovi rapporti convenzionali, quelli previsti dal protocollo aggiuntivo del DPR 446 dovrà essere più fluido. Alcune regioni in realtà hanno ben utilizzato le graduatorie annuali, ma gli incarichi con il DPR 446 restano comunque limitati rispetto alle consulenze libero professionali, svincolate da ogni tutela, conferite da alcune ASL. Sino al 1992 erano soprattutto le regioni del Sud a stipulare questo tipo di consulenze (molto discutibili e con molti contenziosi) poi rientrati nella convenzione nazionale. Ora la situazione si è capovolta: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia sono le realtà dove si fatica a ricorrere alla graduatoria regionale preferendo incarichi “ad personam”. Nel nuovo contratto bisognerà affrontare anche questo argomento.
Convenzionati nel
Ministero della Difesa
Convocata per il 14 Novembre 2003 la Commissione paritetica per l’Applicazione del Protocollo di Intesa tra Sindacati e Ministero della Difesa. Qui i problemi più urgenti sono legati alla mobilità del personale, per la chiusura di alcuni Enti, al non rispetto dei pagamenti mensili, fermi in alcuni casi a Gennaio soprattutto nelle strutture della Sanità Militare, e alla corresponsione di alcune indennità (quella di disponibilità ad esempio) non uniformemente riconosciuta. Ancora in Commissione al Senato invece il Disegno di Legge sulla Sanità Militare, dal quale attendiamo un riordino di questo tipo di rapporti di lavoro.
Consulenze nel
Ministero della Giustizia e
passaggio alle ASL.
Il passaggio ormai è avvenuto dal 1 luglio, il Ministero ha anche notificato alle Regioni i relativi fondi, ma gli psicologi ancora non hanno ricevuto nella stragrande maggioranza dei casi alcun compenso. Le ASL in Italia stanno rinnovando le convenzioni sino al 31 dicembre, secondo il vecchio contratto, mentre rimane da definire quale tipologia di rapporto sarà utilizzata dal 1 gennaio 2004. E’ appena il caso di ribadire che le ASL non sono “libere” di confermare le convenzioni con i professionisti o stipularne delle nuove, come qualche funzionario “troppo libero anche dai vincoli della legalità” vorrebbe far credere. La legge ha trasferito il personale alle ASL e lo ha fatto in maniera NOMINATIVA con un apposito Decreto; non ha dato alcuna discrezionalità in questo settore, l’unico aspetto che bisognerà chiarire è quello legato al contratto da applicare agli psicologi, dal momento che nelle ASL sono vigenti gli Accordi Collettivi Convenzionali per psicologi e medici. Creare nuove tipologie contrattuali solo per questo personale alimenterebbe sperequazioni difficilmente sostenibili. Le Regioni sono state sollecitate dall’AUPI con diverse note a dare indicazioni alle ASL in questa direzione, ma se dai primi mesi del 2004 non verrà riconosciuto il contratto degli psicologi ambulatoriali sarà necessario, senza altre esitazioni, ricorrere al giudice del lavoro.
Non ci sono novità nell’immediato per i consulenti che restano nel Ministero della Giustizia per il servizio osservazione / trattamento e nuovi giunti. Il tentativo dell’AUPI, fatto unitamente all’Ordine Nazionale e alla Società Italiana di Psicologia Penitenziaria, è quello di portare avanti un disegno di legge e un protocollo di intesa per il trattamento economico e normativo di questo personale. Su quest’ultimo punto sembra che non vi sia la volontà da parte del Ministero ad approfondire la proposta, mentre qualche disponibilità sembra restare sul disegno di legge, che chiaramente prevede tempi lunghi.