Decreto del Presidente della Repubblica 26-10-1972, n. 633

Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto

Art. 10 - Operazioni esenti dall'imposta [1-2]

In vigore dal 5 febbraio 2000

Testo risultante dopo le modifiche apportate dall'art. 3, comma 3, legge 17 gennaio 2000, n. 7

[1] Sono esenti dall'imposta:

1) Le prestazioni di servizi concernenti la concessione e la negoziazione di crediti, la gestione degli stessi da parte dei concedenti e le operazioni di finanziamento; l'assunzione di impegni di natura finanziaria, l'assunzione di fideiussioni [3] e di altre garanzie e la gestione di garanzie di crediti da parte dei concedenti; le dilazioni di pagamento, le operazioni, compresa la negoziazione, relative a depositi di fondi, conti correnti, pagamenti, giroconti, crediti e ad assegni o altri effetti commerciali, ad eccezione del recupero di crediti; la gestione di fondi comuni di investimento, le dilazioni di pagamento e le gestioni similari e il servizio bancoposta [4-5-7] (numero così sostituito [8] dall'art. 4, comma 1, lettera b), legge 18 febbraio 1997, n. 28) [9];

2) le operazioni di assicurazione, di riassicurazione e di vitalizio [7];

3) le operazioni relative a valute estere aventi corso legale e a crediti in valute estere, eccettuati i biglietti e le monete da collezione e comprese le operazioni di copertura dei rischi di cambio [5-6] (numero così sostituito [10] dall'art. 3, comma 122, legge 28 dicembre 1995, n. 549) [11] ;

4) le operazioni, relative ad azioni, obbligazioni o altri titoli non rappresentativi di merci e a quote sociali, eccettuate la custodia e l'amministrazione dei titoli; le operazioni, incluse le negoziazioni e le opzioni, eccettuate la custodia e amministrazione, relative a valori mobiliari e a strumenti finanziari diversi dai titoli. Si considerano in particolare operazioni relative a valori mobiliari e a strumenti finanziari i contratti a termine fermo su titoli e altri strumenti finanziari e le relative opzioni, comunque regolati; i contratti a termine su tassi di interesse e le relative opzioni; i contratti di scambio di somme di denaro o di valute determinate in funzione di tassi di interesse, di tassi di cambio o di indici finanziari, e relative opzioni; le opzioni su valute, su tassi di interesse o su indici finanziari, comunque regolate [7-5-12] (numero così sostituito [10] dall'art. 3, comma 122, legge 28 dicembre 1995, n. 549) [11] ;

5) le operazioni relative alla riscossione dei tributi comprese quelle relative ai versamenti di imposte effettuati per conto dei contribuenti, a norma di specifiche disposizioni di legge, da aziende e istituti di credito;

6) le operazioni relative all'esercizio del lotto, delle lotterie nazionali, nonché quelle relative all'esercizio dei totalizzatori e delle scommesse di cui al decreto ministeriale 16 novembre 1955 [13], pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 273 del 26 novembre 1955, e alla legge 24 marzo 1942, n. 315 [14], e successive modificazioni, ivi comprese le operazioni relative alla raccolta delle giuocate [15] (numero così sostituito, con effetto dal 1° gennaio 1997 [16], dall'art. 3, comma 80, Legge 23 dicembre 1996, n. 662);

7) le operazioni relative all'esercizio delle scommesse in occasione di gare, corse, giuochi, concorsi e competizioni di ogni genere, diverse da quelle indicate al numero precedente, nonché quelle relative all'esercizio del giuoco nelle case da giuoco autorizzate e alle operazioni di sorte locali autorizzate (numero così sostituito [17] dall'art. 9, D.P.R. 31 marzo 1979, n. 94);

8) le locazioni [18-19] non finanziarie e gli affitti [20], relative cessioni, risoluzioni e proroghe, di terreni e aziende agricole, di aree diverse da quelle destinate a parcheggio di veicoli, per le quali gli strumenti urbanistici non prevedano la destinazione edificatoria, ed i fabbricati, comprese le pertinenze [21], le scorte e in genere i beni mobili destinati durevolmente al servizio degli immobili locati e affittati, esclusi quelli strumentali che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni e quelli destinati ad uso di civile abitazione locati dalle imprese che li hanno costruiti per la vendita [22-23] (numero così modificato [24] dall'art. 10, comma 4, lettera b), D.L. 20 giugno 1996, n. 323);

8 bis) le cessioni di fabbricati, o di porzioni di fabbricato, a destinazione abitativa, effettuate da soggetti diversi dalle imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi hanno eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, gli interventi di cui all'articolo 31, primo comma, lettere c), d) ed e), della legge 5 agosto 1978, n. 547 , ovvero dalle imprese che hanno per oggetto esclusivo o principale dell'attività esercitata la rivendita dei predetti fabbricati o delle predette porzioni (numero aggiunto [24] dall'art. 10, comma 4, lettera c), D.L. 20 giugno 1996, n. 323);

9) le prestazioni di mandato, mediazione e intermediazione relative alle operazioni di cui ai nn. da 1) a 7) nonché quelle relative all'oro e alle valute estere, compresi i depositi anche in conto corrente, effettuate in relazione ad operazioni poste in essere dalla Banca d'Italia e dall'Ufficio italiano dei cambi, ai sensi dell'articolo 4, quinto comma, del presente decreto [25-26-5] (numero così modificato, con effetto 1° aprile 1979 [28], dall'art. 3, D.P.R. 28 dicembre 1982, n. 954);

10) (numero soppresso [29] dall'art. 34, terzo comma, lettera d), D.L. 2 marzo 1989, n. 69) [30] ;

11) le cessioni di oro da investimento, compreso quello rappresentato da certificati in oro, anche non allocato, oppure scambiato su conti metallo, ad esclusione di quelle poste in essere dai soggetti che producono oro da investimento o che trasformano oro in oro da investimento, i quali abbiano optato, con le modalità ed i termini previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442 , anche in relazione a ciascuna cessione, per l'applicazione dell'imposta; le operazioni previste dall' articolo 81, comma 1, lettere c-quater) e c-quinquies), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 , e successive modificazioni, riferite all'oro da investimento; le intermediazioni relative alle precedenti operazioni. Se il cedente ha optato per l'applicazione dell'imposta, analoga opzione può essere esercitata per le relative prestazioni di intermediazione. Per oro da investimento si intende:

a) l'oro in forma di lingotti o placchette di peso accettato dal mercato dell'oro, ma comunque superiore ad 1 grammo, di purezza pari o superiore a 995 millesimi, rappresentato o meno da titoli;

b) le monete d'oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese di origine, normalmente vendute a un prezzo che non supera dell'80 per cento il valore sul mercato libero dell'oro in esse contenuto, incluse nell'elenco predisposto dalla Commissione delle Comunità europee ed annualmente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee, serie C, sulla base delle comunicazioni rese dal Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, nonché le monete aventi le medesime caratteristiche, anche se non comprese nel suddetto elenco (numero così sostituito [26] dall'art. 3, comma 3, lettera b), legge 17 gennaio 2000, n. 7) [27];

12) le cessioni di cui al n. 4) dell' art. 2 fatte ad enti pubblici, associazioni riconosciute o fondazioni aventi esclusivamente finalità di assistenza, beneficenza, educazione, istruzione, studio o ricerca scientifica e alle ONLUS [31];

13) le cessioni di cui al n. 4) dell' art. 2 a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali o catastrofi dichiarate tali ai sensi della legge 8 dicembre 1970, n. 996 , o della legge 24 febbraio 1992, n. 225 [32-33];

14) prestazioni di trasporto urbanodi persone effettuate mediante veicoli da piazza o altri mezzi di trasportoabilitati ad eseguire servizi di trasporto marittimo, lacuale, fluviale e lagunare [34]. Si considerano urbani i trasporti effettuati nel territorio di un comune o tra comuni non distanti tra loro oltre cinquanta chilometri [35] (numero così sostituito [36] dall'art. 2, comma 1, lettera b), D.L. 29 settembre 1997, n. 328) ;

15) le prestazioni di trasporto di malati o feriti con veicoli all'uopo equipaggiati, effettuate da imprese autorizzate e da ONLUS [31] (numero così sostituito, con effetto 24 marzo 1995 [37] dall' art. 4, comma 2, D.L. 2-10-1995, n. 415) [38] ;

16) le prestazioni relative ai servizi postali [39] (numero così sostituito [40] dall'art. 11, D.L. 23 febbraio 1995, n. 41);

17) (numero abrogato, con effetto 1° gennaio 1994 [41], dall'art. 2, comma 1, lettera b), D.L. 30 dicembre 1993, n. 557);

18) le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell'esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza, ai sensi dell' articolo 99 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 , e successive modificazioni, ovvero individuate con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro delle finanze [42] [44] (numero così sostituito [43] dall'art. 36, comma 9, lettera a), numero 2), D.L. 30 agosto 1993, n. 331) [45];

19) le prestazioni di ricovero e cura rese da enti ospedalieri o da cliniche e case di cura convenzionate, nonché da società di mutuo soccorso con personalità giuridica e da ONLUS [31] compresa la somministrazione di medicinali, presidi sanitari e vitto, nonché le prestazioni di cura rese da stabilimenti termali [46];

20) le prestazioni educative dell'infanzia e della gioventù e quelle didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l'aggiornamento, la riqualificazione e riconversione professionale, rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni e da ONLUS [31], comprese le prestazioni relative all'alloggio, al vitto e alla fornitura di libri e materiali didattici, ancorché fornite da istituzioni, collegi o pensioni annessi, dipendenti o funzionalmente collegati, nonché le lezioni relative a materie scolastiche e universitarie impartite da insegnanti a titolo personale [47] (numero così sostituito, con effetto 1° gennaio 1994 [48], dall'art. 14, comma 8, lettera b), legge 24 dicembre 1993, n. 537) ;

21) le prestazioni proprie dei brefotrofi, orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani e simili, delle colonie marine, montane e campestri e degli alberghi e ostelli per la gioventù di cui alla legge 21 marzo 1958, n. 326 , comprese le somministrazioni di vitto, indumenti e medicinali, le prestazioni curative e le altre prestazioni accessorie;

22) le prestazioni proprie delle biblioteche, discoteche e simili e quelle inerenti alla visita di musei, gallerie, pinacoteche, monumenti, ville, palazzi, parchi, giardini botanici e zoologici e simili;

23) le prestazioni previdenziali e assistenziali a favore del personale dipendente;

24) le cessioni di organi, sangue e latte umani e di plasma sanguigno [49];

25) (numero soppresso, con effetto 1° gennaio 1981 [50], dall'art. 5, secondo comma, legge 22 dicembre 1980, n. 889);

26) (numero abrogato, con effetto 1° gennaio 1994 [41], dall'art. 2, comma 1, lettera b), D.L. 30 dicembre 1993, n. 557);

27) le prestazioni proprie dei servizi di pompe funebri;

27 bis) (numero abrogato [51] dall'art. 56, comma 1, lettera c), D.Lgs. 15 febbraio 1997, n. 22) [52];

27 ter) le prestazioni socio-sanitarie, di assistenza domiciliare o ambulatoriale, in comunità e simili, in favore degli anziani ed inabili adulti, di tossicodipendenti e di malati di AIDS, degli handicappati psicofisici, dei minori anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, rese da organismi di diritto pubblico, da istituzioni sanitarie riconosciute che erogano assistenza pubblica, previste all'articolo 41 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 [53], o da enti aventi finalità di assistenza sociale e da ONLUS [31] (numero così modificato [54] dall'art. 4, legge 18 febbraio 1999, n. 28);

27 quater) le prestazioni delle compagnie barracellari di cui all'articolo 3 della legge 2 agosto 1897, n. 382 (numero aggiunto [24] dall'art. 10, comma 22 bis, D.L. 20 giugno 1996, n. 323, modificato in sede di conversione);

27-quinquies) le cessioni che hanno per oggetto beni acquistati o importati senza il diritto alla detrazione totale della relativa imposta ai sensi degli articoli 19, 19-bis1 e 19-bis2 (numero aggiunto [55] dall'art. 1, comma 4, D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 313).

(Articolo così sostituito [56] dall'art. 1, D.P.R. 29 gennaio 1979, n. 24).

 

 

(documento prelevato da :    http://www.tributi.it/Documents/Legislazione/IVA633.html)