La carta della sicurezza arriva a casa
Concluso un corso sui comportamenti da tenere in caso di incidente industriale
(gi.gim.) Si chiama "carta sicurezza residenti" e riassume i comportamenti da seguire in caso di incidente industriale. Ebbene, tra Malcontenta e Ca' Emiliani, in meno di quattro mesi, ne sono state affisse, una per ogni portone, già 1650 e altre 830 stanno per essere disseminate in quella che il "Progetto Marghera Sicura" ha denominato "zona 3", cioè nel cuore della città giardino. I residenti di questa "zona", infatti, sono stati chiamati a raccolta, lunedì, dalla Municipalità e dal Servizio comunale Protezione Civile e Rischi Industriali per avviare, anche qui, l'operazione di informazione rispetto a rischi industriali. "Marghera Sicura", nato in seguito al falso allarme chimico, scattato il primo settembre 2002, - ricorda il delegato municipale alla Comunicazione, Vittorio Baroni - punta a creare una rete cooperativa per diffondere una cultura di sicurezza e di prevenzione sul rischio industriale". Come a dire che bisognava "supportare" l'opuscolo sul come comportarsi di fronte al pericolo, rintracciando cittadini motivati in maniera da farli diventare i "messaggeri" dell'atteggiamento da tenere in caso di allarme. Messaggeri a più livelli: ci sono i volontari di Protezione Civile del Progetto Marghera Sicura, formati con due corsi, uno sui rischi, l'altro sulla gestione dell'emotività, che sono 20; poi, 25 referenti territoriali, in rappresentanza di delegazioni di zona, parrocchie e gruppi e, infine, i cittadini attivi, che, tra Malcontenta e Ca' Emiliani, sono un centinaio. Persone che, rispetto alla "microzona" in cui vivono, si incaricano di trasmettere le informazioni. Ma "Marghera Sicura" ha previsto anche un corso, appena concluso, gestito dal Comune, che ha coinvolto gli insegnanti di Marghera "responsabili per la sicurezza" per ciascuna sede scolastica. I docenti si sono confrontati con psicologi ed esperti del Servizio di Protezione Civile e dell'Arpav per imparare a gestire le situazioni di panico e a studiare i "piani di confinamento" all'interno delle scuole. Istituti che, tra l'altro, si stanno monitorando per verificare la tenuta degli infissi in caso di fughe di gas. Ma il progetto - presto in rete sul sito www.marghera.info - guarda anche all'Europa, attraverso Miriad: dal 14 al 16 maggio, cinque residenti di Marghera, sorteggiati con criteri di trasparenza, parteciperanno, a Parigi, alla conferenza dei cittadini europei, "vicini di casa" di poli industriali. E se il delegato alla Protezione Civile, Bruno Gianni, manifesta soddisfazione lo stanziamento, deciso dal consiglio comunale, di ulteriori fondi per l'informazione sul rischio industriale, Baroni parla di un "lavoro, reso possibile grazie alla cooperazione tra Municipalità, Comune, altri enti e volontariato, che è solo al principio: molto c'è da fare - conclude - e nessuna energia va persa per rendere Marghera più sicura".