MILANO
- L'
ansia
sociale, che
colpisce
il 7-8% della popolazione adulta, potrebbe avere un
precedente nella
eccessiva
timidezza in età scolare. Potrebbe cioè essere in
relazione «
con
una difficoltà di interpretare correttamente le
informazioni interpersonali; la stessa difficoltà
che
si
evidenzia già negli anni dell'infanzia nei soggetti
timidi». Una tesi avanzata dai ricercatori dell'università
Vita-Salute San Raffaele, formulata dopo uno studio che
dimostra l'esistenza di una correlazione tra timidezza nei
bambini e loro capacità di interpretare le espressioni del
volto dei loro coetanei.
LA METODOLOGIA
- Nello studio, pubblicato sul
numero di marzo del «Journal of the American Academy of
Child Adolescent Psychiatry» - una delle più importanti
riviste di pediatria - i ricercatori hanno cercato di capire
se esiste una relazione tra il grado di inibizione nel
comportamento dei
bambini
timidi, più predisposti a sviluppare in età adulta
disturbi d'ansia, e la loro
capacità
di riconoscere e decifrare l'espressione del volto dei
coetanei. Lo studio si è sviluppato su tre livelli e
ha
coinvolto circa 150 scolari compresi tra i 7 ed i 9 anni.
I bambini sono stati valutati, prima dai loro insegnanti
attraverso test scientifici che misurano il livello di ansia
sociale e quanto il temperamento tenda all'apprensione,
quindi da un'equipe di psicologi, che hanno quantificato con
altri parametri il loro grado di inibizione. Infine, a tutti
i bambini è stato chiesto di identificare le espressioni di
loro coetanei rappresentate in una serie di foto
standardizzate.
RISULTATI
- I risultati hanno mostrato che non solo le valutazioni
degli insegnanti corrispondevano ai livelli di inibizione
rilevati sul campo dagli psicologi - per cui i temperamenti
più timidi erano anche i più inibiti - ma anche che quanto
maggiore
era la timidezza dei bambini tanto
più
alto era il numero degli errori commessi nell'
interpretare
correttamente l'espressione nelle foto dei coetanei che
esprimevano emozioni fondamentali come rabbia, gioia,
disgusto, tristezza, paura o sorpresa. Inoltre, gli errori
più comunemente commessi dai bambini più timidi non erano
distribuiti in modo casuale ma
più
legati a espressioni di ostilità, come rabbia e
disgusto.
LE
IMPLICAZIONI - Ma quanto questa scoperta può
individuare in un bambino timido e inibito un futuro adulto
ansioso? «Per molto tempo - ha risposto Marco Battaglia,
professore di psicologia clinica all'Università Vita-Salute
San Raffaele e primo autore dello studio - gli psicologi
hanno ipotizzato che
il mondo interiore delle persone afflitte da disturbo
d'
ansia
sociale dipendesse da
aspettative
negative rispetto al giudizio degli altri. Il
risultato di questo studio suggerisce invece che v
i
possa essere una difficoltà nell' elaborazione dell'
informazione interpersonale, difficoltà che si
evidenzia presto nella vita nei soggetti eccessivamente
timidi». Ma il fatto che un bambino timido di 8 anni possa
diventare un adolescente o un adulto ansioso «è
significativo - tiene a precisare Battaglia - solo nei
grandi numeri, perché per fortuna la maggior parte di
questi bambini evolve bene. Ma è anche vero che i bambini
che sono più inibiti sono poi quelli che avranno maggiori
probabilità di diventare soggetti ansiosi da adolescenti o
da adulti».