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ORDINE
DEGLI PSICOLOGI CONSIGLIO
REGIONALE DELLE MARCHE ************** Proposte
per il Piano Sanitario Regionale 2003-2006
In
azzurro commenti e
motivazioni degli emendamenti In
rosso emendamenti proposti
per l’inserimento In
nero sono riportate le parti di Piano ove si inseriscono gli emendamenti Regione
Marche – Giunta Regionale
Un’Alleanza
per la Salute - Piano Sanitario Regionale 2003-2006 PAG.
6
Parlando di nuove droghe sembra opportuno specificare cosa si intende per superare il dibattito in corso sull’opportunità di inserire nell’attività dei Ser.t e dei servizi in generale, alcune forme nuove di dipendenza. Inserire le parole in rosso: I bisogni
socio-assistenziali tradizionali riguardano
i consumatori di eroina, mentre il consumo di
nuove droghe, l’alcolismo, il doping, la dipendenza da video giochi e da
giochi d’azzardo rappresentano i nuovi bisogni.
Le strategie per affrontare i problemi della salute………………… PAG.
8
Appare
rilevante per la dimensione del fenomeno e per le ricadute in termini di
psicopatologia e di modelli di comportamentali sociali citare alcune
patologie della sfera dell’alimentazione, problema della società
dell’opulenza. Inserire alla fine capoverso – Alimentazione – Altrettanto
rilevanti sono le patologie connesse all’assunzione di cibo, quali bulimia
ed anoressia. Esse
sono
patologie
devastanti e in qualche caso mortali, sempre più presenti nelle fasce
adolescenziali e per l’impatto che hanno sugli stili di vita a queste età,
rappresentano una forte problematica sociale e sanitaria, con costi elevati
per l’individuo e per le famiglie. PAG
9 complessiva
di promozione della salute
sviluppando i
principi delineati dall’Organizzazione Mondiale
della Sanità nella Carta di Ottawa del 1986. Tali
politiche si fondano su cinque grandi direttrici. 1)
Costruire una politica pubblica per la tutela della salute La
promozione della salute va oltre la mera assistenza sanitaria. Essa porta il
problema all’attenzione dei
responsabili delle scelte in tutti i settori, a tutti i livelli, invitandoli
alla piena consapevolezza delle conseguenze,
sul piano della salute, di ogni loro decisione e a una precisa assunzione di
responsabilità in merito.
Nella politica di promozione della salute si fondono componenti diverse ma
complementari, quali la
legislazione, i provvedimenti fiscali e la modifica dei criteri
organizzativi, in un’azione coordinata diretta a
imporre politiche sanitarie, sociali e dei redditi ispirate ad una maggiore
equità. L’azione comune contribuisce
a garantire prodotti e servizi più salubri e sicuri, servizi pubblici più
sani e ambienti più igienici
e accoglienti. La politica di promozione della salute richiede di
individuare gli ostacoli che impediscono
l’adozione di una politica pubblica che tuteli la salute in tutti i
settori non sanitari e i modi migliori
per rimuoverli. Occorre far sì che anche per i responsabili politici la
scelta della tutela della salute divenga
la scelta più vantaggiosa. 2)
Creare ambienti capaci di offrire sostegno Le
società contemporanee sono complesse e interdipendenti. La salute non può
essere un obiettivo isolato.
Il legame inestricabile tra l’uomo e l’ambiente costituisce la base di
un approccio socio-ecologico al
problema della salute. Si tratti del mondo intero, di una nazione, di una
regione o di una comunità, il principio
informatore generale deve tendere sempre al sostegno reciproco: “dobbiamo
aver cura gli uni degli
altri, della nostra comunità e dell’ambiente naturale”. La tutela delle
risorse naturali in tutto il mondo
va ribadita come responsabilità globale. Il mutare dei modelli di vita, del
lavoro e del tempo libero influisce
in modo decisivo sulla salute. Lavoro e tempo libero devono divenire fonti
di benessere per tutti. Il
modo stesso in cui la società organizza il lavoro deve contribuire a
renderla più san a. Dalla promozione della
salute derivano condizioni di vita e di lavoro più sicure, stimolanti,
gratificanti e piacevoli. Una valutazione
sistematica dell’incidenza sulla salute di un ambiente di vita in rapida
trasformazione - in particolare
nei settori della tecnologia, del lavoro, della produzione di energia e
dell’urbanizzazione - risulta
indispensabile e ad essa deve seguire un’azione tesa a garantire sicuri
benefici per la salute di tutti.
Ogni strategia di promozione della salute deve tener conto della tutela
dell’ambiente naturale e degli
insediamenti, nonché della conservazione delle risorse naturali. 3)
Rafforzare l’azione della comunità È
attraverso l’azione comunitaria concreta ed efficace che la promozione
della salute può stabilire priorità,
prendere decisioni e progettare e realizzare strategie tese al miglioramento
della salute. Momento
centrale di questo processo è il potenziamento della comunità, per
renderla veramente padrona e
arbitro delle sue aspirazioni e del suo destino. Lo sviluppo della comunità
attinge alle risorse umane e materiali
esistenti nella comunità stessa per favorire l’autosufficienza e la
solidarietà sociale e per elaborare
sistemi flessibili diretti al rafforzamento della partecipazione e della
gestione diretta per quanto riguarda
i problemi relativi alla salute. Per questo occorre garantire l’accesso
libero e costante a tutte le informazioni
e opportunità di conoscenza in tema di salute, nonché un adeguato supporto
finanziario. 4)
Sviluppare le capacità personali La
promozione della salute favorisce lo sviluppo personale psicologico
e sociale fornendo informazione, istruzione sul problema della salute e
preparazione generale. Aumenteranno così per tutti le possibilità di
esercitare maggiore controllo, e di operare scelte precise, riguardo alla
propria salute psicofisica
e all’ambiente. È essenziale fare in modo che tutti possano continuare ad
apprendere per tutto il corso della vita, preparandosi ad affrontarne le
diverse fasi e l’eventualità di malattie o invalidità croniche,
apprendimento che dovrà essere favorito dalla scuola, dall’ambiente di
lavoro e dalle associazioni comunitarie. Occorre intervenire sugli organismi
scolastici, professionali e commerciali, e su quelli del volontariato, nonché
sulle istituzioni stesse. 5)
Riorientare i servizi sanitari alla
fine aggiungere: Per
promozione della salute si intende il processo che consente alla gente di
esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla. Per
conseguire uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale,
l’individuo o il gruppo devono essere in grado di identificare e
realizzare le proprie aspirazioni, di soddisfare i propri bisogni, di
modificare l’ambiente o di adattarvisi. La salute vista, dunque,
come risorsa di vita quotidiana, non come obiettivo di vita: un concetto
positivo, che insiste sulle risorse sociali e personali,
oltre che sulle capacità psicofisiche. Di conseguenza, la
promozione della salute non è responsabilità esclusiva del settore
sanitario, ma supera anche la mera proposta di modelli di vita più sani,
per aspirare al benessere. PAG 11 2. TUTELARE I
SOGGETTI FRAGILI Appare necessario
finanziare l’istituzione delle U.M.E.A e delle U.M.E.E. che fanno
riferimento alla Legge Reg.le 18 e che hanno compiti di assistenza, cura e
riabilitazione dei soggetti portatori di handicap. 1.3.
Una Sanità che guarda all’Europa Se
i macrobiettivi promozione della salute e tutela dei soggetti fragili
ridefiniscono il target dell’azione
regionale sul versante dei bisogni, occorre contestualmente rimodulare il
sistema dell’offerta
che sia coerente con tale quadro di riferimento, appropriato rispetto al
quadro dei bisogni
attualmente espressi, innovato negli aspetti strutturali, tecnologici,
operativi e organizzativi
per rispondere adeguatamente alle sfide poste dall’evoluzione delle
scienze biologiche,
mediche, psicologiche e sociali. Tale
processo di trasformazione del sistema sanitario è stato già avviato con
il II PSR. Nel prossimo
paragrafo (1.3.1.) si riporterà una sintesi dei risultati di tali
trasformazioni, in larga misura
rappresentate alla Ia Conferenza regionale sulla Sanità a Loreto (giugno
2001) che ha avviato
il percorso di ridefinizione del PSR. Nella
stessa Conferenza furono individuate le criticità presenti nel sistema, che
a distanza di
un anno vengono ridefinite (cfr. § 1.3.2.) al fine di individuare le azioni
di riqualificazione del sistema
dell’offerta che dovranno permettere di perseguire i macrobiettivi di
salute all’interno di
una quadro di sostenibilità economica. A PAG 15 Nella tabella “materno
infantile” va fatto notare come sia provato dal loro stesso riassunto, che
il settore è stato affrontato esclusivamente da un unico punto di vista, di
tipo medico-biologico, nulla riferendo, o predisponendo, ad esempio per la
rilevazione precoce di problemi psicologici durante la gravidanza o nella
fase post-parto, rispetto allo
screening precoce riferito alla prima infanzia, alle azioni di sostegno alle
famiglie in difficoltà psicologiche rispetto alla genitorialità, alla
psicodiagnosi della prima infanzia……eccetera, eccetera, eccetera.! AGGIUNGEREPer quanto riguarda altri
settori dell’assistenza alla maternità ed all’infanzia si deve
ricordare, citandola, il promulgamento della Deliberazione Amm.va del
Consiglio Regionale n. 202 del 3/6/1998 che ha definito
l’organizzazione e la funzionalità, anche ai fini dell’accreditamento,
dei Consultori Familiari ed i Protocollo con il Tribunale dei Minorenni per
le prestazioni inerenti la valutazione di idoneità all’adozione
nazionale, internazionale e l’affido. Si sottolinea inoltre come
la tutela della maternità responsabile e della salute psico-fisica nella
famiglia ha richiesta un costante lavoro multidisciplinare per la cura degli
aspetti sanitari, psicologici e sociali in una visione unica dei problemi. PAG 23 ………………………………………………… coincidere
i Distretti Sanitari con gli ambiti territoriali del sociale. L’ambito
territoriale è il luogo
di attuazione dei processi di integrazione attraverso protocolli operativi
in cui vengono definite
le modalità tecnico-organizzative con le quali i servizi sanitari e
socio-assistenziali svolgono
in modo coordinato e unitario compiti dedicati a problemi di comune
competenza con particolare
riferimento alle aree della prevenzione primaria
e secondaria, materno-infantili, età
evolutiva, anziani, handicap,
patologie psichiatriche e dipendenze da droga, alcool e farmaci, patologie
per infezioni da HIV e patologie in fase terminale, inabilità o disabilità
conseguenti a patologie cronico-degenerative così come indicato nel D.Lvo
229/99 e nel DPCM 14.02.2001. Sono
necessarie tutte quelle azioni tese a realizzare in modo pieno quanto
previsto in Leggi nazionali e regionali in materia di assistenza alla
famiglia (Legge 405/75; Del.Amm.va di Consiglio Reg.le n. 202/98) ed in
materia di assistenza all’handicap infantile ed adulto (L.R. 18/96 e
successive modificazioni; Del. G.R. n.1965 del 12/11/2002), con le quali
azioni organizzative, previste nelle Delibere citate, si dettagliano i
criteri ed i contenuti di questi servizi nei Distretti Sanitari, fin’ora
organizzati e gestiti in modo disomogeneo e confuso dalle varie ASL. La
costruzione a regime di un Piano Comunitario di Welfare in grado di
valorizzare le capacità locali di definizione e promozione del benessere dei cittadini si realizzerà attraverso il progressivo coordinamento di alcuni strumenti (Piani per la salute, Piani sociali di Zona, Programmi
delle attività distrettuali, Bilanci sociali), che dovranno diventare
prassi abituale di programmazione
delle politiche pubbliche. …………………………………………………………………….. PAG 25………………………………. Un’alleanza
con le istituzioni La
salute, intesa come benessere fisico, psicologico
(termine che si addice di più a “benessere” di psichico) e sociale, non
è il mero prodotto dell'amministrazione
sanitaria e dei correlati servizi articolati nel Paese. Deve rappresentare, piuttosto,
un obiettivo perseguito da tutte le istituzioni che, pur non avendo una
diretta competenza
sanitaria, esercitano funzioni che possono incidere sullo stato di salute
della popolazione. ………………………………………………………….. PAG 33 Un’Alleanza
per la Salute - Piano Sanitario Regionale 2003-2005 33 di 139 2.1.2.
Obiettivi specifici di salute 2.1.2.1.
Un sistema di tutela dell’infanzia, dei giovani, della donna, degli anziani Infanzia, età evolutiva, giovani, donneGli
obiettivi e i programmi d’azione verranno dettagliati nel Progetto
Obiettivo Materno- Infantile
(POMI) di cui vengono riportati in Allegato 1 gli elementi costitutivi. Nelle
schede del § 2.1.3 vengono sintetizzati i principali obiettivi da
perseguire e le conseguenti
azioni da sviluppare. Per
quanto riguarda l’infanzia si prevedono, tra gli altri: interventi
socio-sanitari di sostegno
alle famiglie “vulnerabili”; il coinvolgimento delle scuole per una
cultura della salute psico-fisica
come bene da preservare, e, nel campo prettamente sanitario con
il coinvolgimento delle UMEE ed anche
del pediatra di base per il riconoscimento precoce
dei disturbi del linguaggio e delle psicopatologie
dell’ apprendimento. Per
il disagio giovanile, che si esprime anche
attraverso comportamenti sintomatici rivelatori di disagio psicologico,
frequentemente anche di tipo autolesivo ,
dovrà essere compiuto un grande sforzo dalle comunità locali (comuni,
entri locali, provveditorati) d’intesa con i
Servizi delle ASL, per promuovere la salute giovanile attraverso
lo sviluppo di reti sociali di sostegno e luoghi di aggregazione
alternativi. Per tutte le
psicopatologie caratteristiche dell’età adolescenziale e
giovanile, (disturbi del comportamento alimentare, depressione, condotte
devianti, tendenze suicidarie, condotte d’abuso si (propone) rende
necessaria la realizzazione di una rete
regionale integrata di servizi socio sanitari multidisciplinari,
comprendenti équipes multiprofessionali
(internisti,
nutrizionisti, psicologi, psichiatri, psicoterapeuti,
ecc.), specializzate nelle modalità di
intervento appropriate al trattamento di counselling e/o psicoterapeutico
del singolo e del sistema elettivo di riferimento (famiglia, scuola,
ambiente di vita, ecc.), nonché la definizione e l’attivazione di
protocolli e profili di assistenza psicologica trasversali ai vari
settori, quali DSM, Servizi per le Dipendenze Patologiche, Servizi Età
Evolutiva. In
particolare andranno potenziate tutte le situazioni di rilevazione precoce
del bisogno e del disagio psicologico (Progetti Adolescenti, Centri di
Ascolto DSM, équipe di counselling e di intervento psicologico presso i
Distretti e i Consultori..), nonché individuati momenti di
progettazione/formazione congiunta con gli attori delle varie agenzie
educative Per
le donne in un’ottica della promozione della genitorialità e di
inversione di tendenza della
natalità sono diventati indispensabili servizi sociali di supporto. Anche
nel nostro territorio le
donne hanno necessità di offerte differenziate dei servizi sociali e di
reti informali di supporto (nidi
a fasce orario, nidi condominio, scuole a tempo pieno, banche del tempo,
collaborazioni nel
quartiere ecc) che costituiscano una concreta collaborazione per alleggerire
il peso dei vari ruoli
a cui sono chiamate. In
ambito più strettamente sanitario è necessario consolidare gli interventi
per la prevenzione
dei tumori femminili (screening), avviare percorsi assistenziali volti alla demedicalizzazione
della gravidanza/parto riqualificando e potenziando
la rete dei consultori come definiti dalla
Del.Cons.Reg. n. 202/98 con l’obiettivo di renderli pienamente
funzionanti per operare la presa in carico dei problemi della salute
femminile e formulare l’offerta attiva, completa
in tutti i suoi aspetti bio-psico-sociali. Per
le donne straniere, oltre agli interventi
previsti per le cittadine italiane,
si richiedono servizi di mediazione linguistico culturale presso i servizi
socio-sanitari del territorio per facilitare l’ingresso, il percorso e
l’integrazione nel contesto
locale in un’ottica di conoscenza reciproca, di rispetto e di
valorizzazione delle differenze. PAG
34 Obiettivi
di salute della popolazione anziana L’obiettivo
primario nell’area anziani deve essere quello di aumentare la quota di
anni “liberi”
da una situazione di non autosufficienza. Alla luce di questa considerazione
sono individuati
alcuni campi di intervento: ·
prevenzione
del decadimento cognitivo: all’anziano fragile va rivolta un’azione di prevenzione
che richiede cultura e strumenti innovativi per favorire il suo ruolo attivo all’interno
della comunità, favorire l’aggregazione sociale, stimolare le attività
cognitive; sostenere
le condizioni di benessere psicologico per prevenire o intervenire
precocemente nell’insorgenza di situazioni psicodepressive ·
semplificazione
dell’accesso ai servizi per le persone anziane: rendere più visibili i percorsi
assistenziali disponibili (burocratizzazione delle procedure) per accedere
ai servizi
e ad una comunicazione chiara alla persona anziana e alla sua famiglia; ·
riduzione
del rischio di caduta e conseguente invalidità favorendo una maggiore
attività motoria; ·
favorire
la massima permanenza a domicilio dei soggetti anziani fragili e disabili, attraverso
un articolato programma di interventi assistenziali, terapeutici, psicologici
e riabilitativi erogati anche
a domicilio. PAG 35Alla
fine del capoverso “A) Sicurezza stradale inserire : ..tale
ambito degli operatori della prevenzione. Punto di partenza di tutto il
progetto è quello della
individuazione dei “punti neri”, intesi come precisi riferimenti
spaziali ad eccesso di eventi,
sui quali tentare, in collaborazione con gli altri enti competenti, di
ricostruire un nesso causale,
per lo meno negli eventi più frequenti, nei singoli punti neri. Particolare attenzione andrà
posta alla valutazione delle sperimentazioni di progetti regionali in corso
o già effettuati rivolti in particolare alla popolazione giovanile per la
promozione di comportamenti consapevoli (Es. Progetto “Guida sicura” e
campagna “guida, non farti guidare”, altri…) per programmarne
eventualmente l’ampliamento e la diffusione nell’intera Regione, in
collaborazione con gli ambiti territoriali 2.1.3
Scheda “OBBIETTIVI-AZIONI-TEMPI..…a
pag. 41 inserire negli
Obbiettivi Specifici relativi ai BAMBINI E ADOLESCENTI: Prevenzione
del disagio scolastico e della devianza psicopatologica da Disturbi
dell’apprendimento
nelle
azioni/strumenti : individuazione e trattamento precoce riabilitativo e
psicoterapeutico dei Disturbi Specifici dell’ Apprendimento negli
indicatori : n. bambini con DSA al disotto dei 6 anni trattati nelle
azioni/strumenti del settore GIOVANI inserire: Formulare accordi di
programma col Tribunale dei Minorenni per un a chiara definizione delle
competenze e dei compiti istituzionali degli operatori dei Consultori
Familiari Nelle
azioni/strumenti dell’ Obbiettivo Generale TUTELA
DELLA SALUTE DELLA DONNA in
coerenza con l’ obbiettivo specifico – DEMEDICALIZZARE IL PERCORSO DELLA
GRAVIDANZA FISIOLOGICA inserire:
Potenziare l’assistenza
psicologica pre e post parto per accompagnare le novelle madri (ed anche
padri) ad una relazione di coppia/genitoriale funzionale all’allevamento
sano dei figli. Inserire un Obbiettivo
Specifico: Sostenere psicologicamente le donne operate al seno e all’utero Inserire in
azioni e strumenti: Attivazione nei Consultori Familiari di percorsi di assistenza e sostegno psicologico per le donne affette di tumore ed operate Inserire negli
indicatori: Elaborazione
di protocolli tra Consultorio Familiare e reparti di Chirurgia ed Oncologia N. di donne che hanno
usufruito di percorsi
assistenziali e di sostegno psicologico c/o i Consultori Familiari PAG 51 (2.2.1)………………. d)
assicurare la prevenzione terziaria, ovvero ridurre le conseguenze
disabilitanti attraverso
la ricostruzione del tessuto affettivo, relazionale e sociale delle persone affette
da disturbi mentali, tramite interventi volti all’attivazione delle
risorse degli individui
e del contesto di appartenenza, al fine di favorire l’inclusione sociale
nella comunità
locale; e)
salvaguardare la salute mentale e la qualità di vita del nucleo familiare
del paziente e migliorare
il funzionamento globale dei nuclei familiari con gravi problemi
relazionali, attraverso il potenziamento di servizi di sostegno, counseling e terapia alla famiglia adeguatamente
integrati anche nella rete dei servizi del DSM ed adeguatamente dimensionati La presenza di tali
servizi, inoltre, permetterebbe un intervento precoce verso aree di
patologia adolescenziale non chiaramente determinate, ma caratterizzate da
elevata conflittualità intrafamiliare (a possibile sviluppo negativo). ANCORA PAG 51 Le
azioni più opportune, per realizzare tali interventi, sono: a)
l'attuazione da parte dei servizi di salute mentale di una prassi e di un
atteggiamento non
di attesa, ma mirati ad intervenire attivamente e direttamente nel
territorio (domicilio,
scuola, luoghi di lavoro ecc.), in collaborazione con le associazioni dei familiari
e di volontariato, con i medici di medicina generale e con gli altri servizi sanitari
e sociali; b)
la formulazione di piani terapeutico-preventivi o terapeutico-riabilitativi
personalizzati, con
assegnazione di responsabilità precise e di precise scadenze di verifica; c)
l'integrazione in tali piani dell'apporto di altri servizi sanitari, dei
medici di medicina generale,
dei servizi socio-assistenziali e di altre risorse del territorio, in
particolare per quanto
riguarda le attività lavorative, l'abitare e i cosiddetti beni relazionali
(produzione di
relazioni affettive e sociali); d)
il coinvolgimento delle famiglie nella formulazione e nella attuazione del
piano terapeutico;
si sottolinea che tale coinvolgimento è essenziale in quanto la responsabilità
dell'assistenza, che è del servizio, non può prescindere dalla collaborazione
dei familiari; e)
l'attivazione di programmi specifici di recupero dei pazienti che non si
presentano agli appuntamenti
o che abbandonano il servizio, in modo anche da ridurre l'incidenza di suicidi
negli utenti; f)
il sostegno alla nascita e al funzionamento di gruppi di mutuo-aiuto di
familiari e di pazienti
e di cooperative sociali, con finalità di inserimento lavorativo; g)
l'effettuazione di iniziative di informazione, rivolte alla popolazione
generale, sui disturbi mentali
gravi, con lo scopo di diminuire i pregiudizi e diffondere atteggiamenti di maggiore
solidarietà. Ciò aumenterebbe, fra l'altro, la possibilità di indirizzare
i malati gravi
ai servizi di salute mentale. h)
l’applicazione delle strategie terapeutiche giudicate di maggiore
efficacia, anche alla luce della Medicina Basata su prove di Efficacia (EBM)”.
Si avvertono elementi
che ravvisano: la necessità di introduzione di una cultura della
valutazione, anche attraverso l’adozione di strumenti uniformi per tutto
l’ambito regionale; la
necessità che gli interventi siano guidati dalle migliori evidenze e,
laddove ciò non sia possibile, dal consenso sviluppato da parte degli
operatori; la necessità che
sia possibile disporre di uno spazio di sperimentazione di interventi che,
pur in assenza di inoppugnabili prove di efficacia, presentino una
ragionevole base tecnico scientifica PAG
53 DetenutiE’
necessario: ·
implementare
compiutamente l’assistenza sanitaria da parte del SSR; ·
sviluppare
flussi informativi stabili sulle condizioni di salute psicologica
e fisica e sui bisogni socio-sanitari dei
detenuti; ·
garantire le attività di servizio sociale e di sostegno psicologico
·
avviare
in collaborazione con il Servizio Sociale, gli organismi del volontariato, programmi
per la piena attuazione dei diritti dei detenuti, quali la difesa legale, il
diritto alla
salute, alla formazione, al lavoro, alla professione religiosa ecc.; ·
promuovere
interventi integrati per favorire atteggiamenti di autotutela dei propri diritti; ·
utilizzo
di mediazione linguistico-culturale per detenuti immigrati e implementazione
di percorsi
informativi e formativi ad hoc. Tabella pag. 63 sulla disabilità anziani ed in età evolutiva,
giovanile e lavorativa (perché soltanto “disabilità gravi”? 2.2.4.
….macrobbiettivo 2 : TUTELARE I SOGGETTI FRAGILI sull’ Obbiettivo Generale ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI inserire tra gli obbiettivi specifici: Curare il recupero ed il
reinserimento sociale, psicologico e lavorativo dei soggetti con handicap (questo è un obbiettivo della UMEA di
cui alla Legge Reg.le 18/96 – pare opportuno inserirlo in questa scheda) nelle azioni/strumenti, inserire: Attivazione dell’ UMEA di
cui alla Del. G.R. n. 1965 del 12/11/2002 nelle risorse: Individuazione risorse
aggiuntive Negli indicatori: N. equipe attivate N. pazienti presi in
carico Sull’ Obbiettivo Generale : Disabilità delle fasce in età evolutiva,
giovanile e adolescenziale Agli obbiettivi specifici
aggiungere: Sviluppare le strategie per
l’integrazione dei soggetti con handicap medi e lievi e dei bambini Con Disturbo Specifico
dell’Apprendimento in carico alle UMEE Azioni/strumenti: Completare l’organizzazione
delle UMEE come richiesto dalla Del. G.R.
n. 1965 del 12/11/2002 Tempi: entro il 2003 Risorse: Individuare risorse
aggiuntive per l’attivazione delle UMEA e delle UMEE (cancellare quanto scritto perché
è in contrasto con gli obbiettivi regionali della citata Delibera e perché
sarebbe un sistema SICURO PER NON ATTIVARE I SERVIZI) Tabella a pag. 66 e seguenti (TUTELA FRAGILITA’ SOCIALI…) Sull’Obbiettivo generale : Tutela ….- salute mentale Nella colonna degli obbiettivi
specifici:” assicurare la prevenzione terziaria” inserire: - Formulare
piani di assistenza psicologica, terapeutico-riabilitativi…. Aggiungere tra gli obbiettivi specifici: Garantie attività
sistematiche e organizzate di psicoterapia nell’ambito dei DSM con
l’apporto anche di psicoterapeuti provenienti da altri servizi. Aggiungere nelle
azioni/strumenti: Attivare protocolli con altri
servizi e con gli operatori autorizzati alla psicoterapia (Legge 56/89, art.
3) per l’erogazione della prestazione PSICOTERAPIA soprattutto a soggetti
adolescenti e giovani. Non necessitano risorse
aggiuntive Negli indicatori : N. e tipo delle psicoterapie
a soggetti psichiatrici Follow UP per la verifica
dell’efficacia degli interventi psicoterapeutici. PAG 76 ……………. Da
quanto sopra deriverà un modello di attuazione da implementare nell’ Atto
Aziendale che,
tenendo conto delle dimensioni aziendali, della reale domanda di prestazioni
dell’evoluzione nei singoli ambiti professionali, dell’appropriatezza e
dei LEA, diventa flessibil e coerente con l’assetto istituzionale e con la
mission primaria della prevenzione che si ribadisce essere quella della
promozione della salute. A tale
ultima affermazione corrisponde una precisa funzione che, seppur collocata funzionalmente
nell’ambito della prevenzione, costituisce momento di operatività di ogni Servizio
in un quadro di diffusa competenza di promozione della salute. Tale funzione
esce dallo
stesso Dipartimento di Prevenzione coinvolgendo anche l’area territoriale
ed ospedaliera e
quindi assumendo, in tale circostanza, il ruolo di momento di integrazione
di vari livelli assistenziali.
inserire Particolarmente rilevante appare, rispetto all’obiettivo del
“miglioramento della qualità della vita e degli stili di vita attraverso
la conoscenza, il controllo e la gestione dei rischi per la salute e la
sicurezza, la definizione degli obiettivi e la programmazione delle azioni e
la verifica dei risultati” la necessità di integrazione con i settori dei
vari Dipartimenti e Servizi territoriali che si occupano di prevenzione
nelle varie fasi del ciclo di vita, ma in particolare dell’adolescenza e
dei giovani adulti. Più
specificatamente, andrà prevista l’integrazione con professionisti che
consentano di l’utilizzo della competenza della psicologica rivolti alla
promozione della salute, ai vari livelli della prevenzione, alla formazione, alla psicologia sociale e del lavoro, utilizzando forme di
collaborazione esterna e/o di previsione organica. …………………………………… “La
prevenzione è oggi considerata una attività complessa che richiede
strategie capaci di
coinvolgere professionalità diverse in azioni a largo raggio quali, per
esempio, le campagne di
promozione della salute. Infatti, la moderna definizione di Sanità Pubblica
pone l’accento sulle
capacità di organizzare gli sforzi della società sulla base di obiettivi
condivisi e diversificati quali,
ad esempio, quelli della modifica degli stili di vita, del miglioramento
dell’ambiente per non
parlare dei fattori di malattia emergenti quali quelli sociali e quelli
direttamente legati al concetto
di equità. Questi nuovi confini della prevenzione accentuano il ruolo che
la ricerca, sia relativa
alla misura dei bisogni che alla valutazione di impatto degli interventi,
assume all’interno
dei servizi di prevenzione. Se i
Dipartimenti di Prevenzione devono rispondere ad un mandato così ambizioso
devono operare secondo moderne metodologie di lavoro; fra questi, quella che
viene oggi riconosciuta più efficace è il lavoro per obiettivi. Il suo
significato è quello di riunire gruppi multidimensionali (multidisciplinari,
multiprofessionali, multisettoriali) che siano in grado di definire gli
obiettivi tenendo conto dei problemi di salute prioritari; inoltre i gruppi
dovranno occuparsi della progettazione di interventi basati sulle prove di
efficacia, i cui esiti di salute siano misurabili. Questo richiede che i
dipartimenti di prevenzione siano dotati di una
…………………………………………………. PAG 84 3.1.6.2.
La Riabilitazione I
Servizi di Riabilitazione sono costituiti da un complesso setting di attività
che ha l’obiettivo di garantire il massimo recupero funzionale, psicologico
e socio-relazionale, a soggetti affetti da menomazioni e limitazioni
funzionali congenite od acquisite. Caratteristica essenziale dei programmi
riabilitativi è la individuazione di un obiettivo terapeutico da
conseguire, in un tempo più o meno predeterminato, mediante una successione
di prestazioni specialistiche mirate e coordinate. Gli
aspetti qualificanti della programmazione regionale dei servizi di
riabilitazione dovranno ruotare intorno ai seguenti obiettivi: §
Costruzione
di percorsi riabilitativi multidisciplinari “integrati”, secondo il
modello del Disease
Management, realizzati attraverso l’intervento coordinato di più soggetti
erogatori, pubblici e privati, lungo il percorso di malattia e di recupero
funzionale del soggetto. Nelle
tabelle 3 e 4 vengono riportati i setting operativi e il percorso di
assistenza “tipo” sulla base dei quali costruire i profili di assistenza
specifici. PAG 118 ·
definire
un sistema di garanzie operative per l’effettuazione dei percorsi di
tirocinio pratico
di tutte le professioni operanti all’interno del Servizio Sanitario
(Medici, Infermieri,
Biologi, Psicologi, Terapisti, Educatori, ecc.) sia in termini di
individuazione delle
sedi accreditate, delle modalità di effettuazione dei tirocinei, di entità
dei finanziamenti
collegati. (Laddove la regione ipotizza la revisione di
protocolli d’Intesa con le quattro università della Regione. Sarà
opportuno chiedere che gli psicologi facciano parte del gruppo di lavoro che
verrà istituito) |
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