MOZIONE n. 1

I primi 100 giorni d’ogni nuova amministrazione sono quelli decisivi per dare un’immagine nuova e per attivare i principali punti programmatici sui quali è stata chiesta ed ottenuta la fiducia dei colleghi, i quali, con il loro voto, hanno dimostrato di condividere ed apprezzare il programma proposto. Dopo 100 giorni non ci aspetta risultati concreti e visibili. È doveroso però attendersi un cambio di indirizzo, un clima nuovo di partecipazione e condivisione delle scelte, uno spirito d’appartenenza, la creazione di una vera collegialità.

I giorni trascorsi dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione dell’ENPAP sono oramai diventati molto di più di 100 e, con rammarico, non s’intravede alcun cambiamento significativo.

L’ENPAP avrebbe dovuto diventare un “cantiere” con tante iniziative in corso. Ci si attendeva un’attività frenetica. Invece tutto è fermo. Tutto è impantanato in una palude che tutto blocca.

E questo avviene nonostante la “voglia di fare” di gran parte dei colleghi eletti negli organismi ENPAP. Da Rossini ad Arcicasa, da Boldrini a Calvani, a Michielin, da Moscara a Rossi, a Letizia Serra, a Rosella De Leonibus, a Sperandeo.

Tutti questi Consiglieri, sia quelli riconfermati che i nuovi eletti, tutti sono animati da un fortissimo spirito di servizio e dalla voglia di fare. Tutti sentono il dovere di dare delle risposte ai tanti problemi che assillano gli iscritti. Eppure questo spirito nuovo che anima i Consiglieri trova ostacoli ad ogni passo. Ogni iniziativa, anche la più semplice, incontra mille difficoltà. Non si riesce ad esprimere le grandi potenzialità di cui tutti questi colleghi sono portatori.

Soprattutto la Presidenza non sembra saper cogliere o forse non vuole cogliere questa grande opportunità, offerta dalla voglia di fare dei colleghi Consiglieri.

Si ha l’impressione che il risultato elettorale, assolutamente premiante per i colleghi candidati, sia diventato, per la Presidenza, il punto di arrivo, mentre, per i colleghi Consiglieri, l’ottimo risultato elettorale è inteso come l’inizio di un lavoro, impegnativo, oneroso ma anche gratificante. Risultato elettorale inteso come un punto di partenza e non un punto di arrivo.

Questa profonda differenza di prospettiva tra la Presidenza e molti Consiglieri, sta paralizzando, l’attività dell’Ente. Non si riesce a sbrurocratizzare il CdA ed il CIG e soprattutto a far decollare le iniziative sulle quali abbiamo chiesto ed ottenuto il consenso.

Alla luce di queste premesse, il Consiglio Direttivo Nazionale, nel totale e doveroso rispetto del mandato elettorale ottenuto dai singoli Consiglieri eletti,

PRESO ATTO delle forti difficoltà emerse nel corso di questi primi mesi di consigliatura;

CONSIDERATA la necessità di dare, urgente e concreta attuazione al programma elettorale;

RITENUTO assolutamente prioritario dare ai colleghi iscritti all’Ente le risposte ai tanti problemi che li affliggono;

RITENUTO di dovere rilanciare l’iniziativa e superare questo immobilismo assolutamente dannoso;

PRESO ATTO della gestione assolutamente personalistica e burocratica dell’attuale Presidenza;

con rammarico

ESPRIME

La propria sfiducia nei confronti di una Presidenza che ostinatamente non sa o non vuole cogliere le richieste di cambiamento espresse in primo luogo dagli iscritti all’ENPAP e di cui si fanno portatori convinti numerosi Consiglieri del CdA e del CIG;

CHIEDE

 

Ai Consiglieri del CdA e del CIG:

-di continuare la loro azione di stimolo e di iniziativa preferendo il FARE a prescindere dalle Alleanze e dagli accordi elettorali a suo tempo intervenuti, tenendo conto che al primo posto dell’azione amministrativa deve sempre essere posto il programma e gli impegni assunti con gli elettori;

-di non considerare le Alleanze un vincolo o peggio un impedimento all’attuazione di un serio programma politico e gestionale dell’Ente ritenendo che non ci possano essere vincoli o obblighi derivanti dal rispetto delle alleanze a scapito dei contenuti;

-di non ritenere vincolanti le scelte e le alleanze sottoscritte e concordate in occasione delle elezioni per il rinnovo degli organismi di gestione dell’ENPAP, laddove queste alleanze mostrino di non avere ricadute nelle scelte di politica per la categoria, così come auspicato in sede di stipula degli accordi, anche in previsione delle scelte da effettuare rispetto alle elezioni per il rinnovo dei Consigli degli Ordini e sull’affermazione dei candidati AUPI o sostenuti dall’AUPI nelle diverse regioni.