VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI SANITARI IL "regolamento aziendale delle procedure e tempi della valutazione dei dirigenti"

R. Perini

Il QUADRO NORMATIVO

Il Decreto legislativo in attuazione della legge delega n°419/98, per la razionalizzazione del SSN e per la modifica al D.Lgs 502/92 stabilisce che l’organizzazione delle AUSL nasce con atto di diritto privato. Vi si può pertanto applicare la normativa relativa alla dirigenza, in particolare il decreto 29/93, solo perché esso vi viene esplicitamente richiamato.

La responsabilità viene ripartita tra le diverse figure dirigenziali dell’azienda: gli stessi Direttore Amministrativo e Direttore Sanitario, hanno precisi ambiti di competenza e di responsabilità, ben oltre il potere consultivo della 502.

Si realizza inoltre una omogeneizzazione con la restante normativa per la dirigenza dello Stato, con l’introduzione di un unico ruolo, distinto per profili professionali ed un unico livello dirigenziale. Tale livello conserva comunque la necessaria articolazione in posizioni funzionali in relazione alla graduazione delle responsabilità gestionali e professionali.

In tal senso va sempre più allargandosi la distinzione tra due tipologie dirigenziali: quella a prevalente responsabilità gestionale e quella a prevalente responsabilità professionale.

Si inserisce in questo ambito l’introduzione di elementi di governo clinico: ciò avviene, appunto,  sia attraverso la maggiore autonomia, sulla materia clinico-diagnostica, del dirigente a prevalente carattere professionale, rispetto al responsabile gestionale dell’unità operativa o della struttura complessa, sia attraverso la creazione del Collegio di direzione nel quale i clinici (prevalentemente quelli con sempre più spiccate competenze gestionali e organizzative) concorrono alla gestione della azienda sanitaria, supportando il proprio Direttore Generale nella redazione del programma di attività dell’Azienda.

La diversificazione  delle figure dirigenziali, pur nell’ambito di un unico livello, comporta che la valutazione dei dirigenti sia effettuata da organismi diversi, rispetto a quanto già previsto dal decreto 29/93: i dirigenti con incarico di struttura complessa (vengono considerate strutture complesse i dipartimenti e le unità operative) vengono sempre valutati prevalentemente sui risultati attraverso un preciso compito affidato ai Nuclei di Valutazione. Le verifiche relative alle attività professionali vengono invece effettuate da un Collegio tecnico, nominato dal Direttore Generale, composto da professionisti dello specifico profilo in esame e presieduto dal responsabile del Dipartimento.

Appartiene a questo stesso organismo il compito di valutare i dirigenti di nuova nomina: il conseguimento di una valutazione positiva nel primo quinquennio è preliminare all’ottenimento di responsabilità più elevate nell’ambito aziendale.

Per tutti la valutazione è triennale, oltre che al termine dell’incarico, e deve concorrere a determinare un preciso ed aggiornato profilo del dirigente valutato.

La durata degli incarichi dirigenziali, siano essi con responsabilità di struttura o, professionali, è , secondo la precedente normativa, compresa tra tre e sette anni.

 

L’ OGGETTO DELLE VALUTAZIONI. LE ATTIVITA’ ED I RISULTATI.

L'art. 31 definisce due ambiti di verifica, corrispondenti ai due organismi di valutazione e cioè la verifica sulla attività professionale e quella sui risultati dei dirigenti che, per i responsabili di struttura, si estende anche ai risultati di gestione.

E' subito evidente che il principale problema è distinguere cosa debba essere soggetto alla verifica professionale e cosa invece alla verifica gestionale e/o sui risultati.

La valutazione dell'attività professionale è legata sostanzialmente alle modalità di raggiungimento di un determinato obiettivo e si estende, pertanto, all'esame dei comportamenti dirigenziali, a partire dalle capacità propriamente professionali (es. capacità cliniche) per arrivare alle capacità di interazione con l'utenza, all'attitudine a valutare l'appropriatezza delle prestazioni nonché a rispettare gli obiettivi assegnati proprio in termini di prestazioni, oltre alla capacità di integrazione con altre strutture e servizi nell'ottica dell'organizzazione dipartimentale.

La valutazione gestionale deve prendere a riferimento l'analisi della prestazione dal punto di vista manageriale, estendendosi pertanto all'esame del risultato ottenuto nell'attività svolta e, naturalmente, tenendo conto del legame fra obiettivi conseguiti e risorse assegnate: la capacità gestionale è in primo luogo capacità organizzativa in quanto si traduce nella attitudine di organizzare le risorse a disposizione per raggiungere gli obiettivi assegnati.

In definitiva - al fine di essere maggiormente precisi e schematici - si ribadisce che la distinzione fondamentale è quella tra:

  1. verifica del comportamento dei dirigenti,
  2. verifica sui risultati - gestionali o meno - raggiunti dal dirigente medesimo.

Un altro aspetto da evidenziare in relazione all'oggetto della valutazione è quello per cui oggi il giudizio sull'incarico svolto è correlato in maniera più specifica che nel passato ad una chiara e predeterminata pattuizione dei parametri di riferimento. Infatti, ai sensi dell'art. 13 comma 4 lett. d), nel contratto individuale devono essere obbligatoriamente stabiliti una serie di specifici elementi riferiti all'incarico assegnato. In questo modo l'oggetto della valutazione diventa molto più chiaro e preciso, coincidendo con l'accertamento, in primo luogo, se quanto è previsto dal contratto è stato effettivamente eseguito o se, in caso di risposta negativa, esistono delle cause che, a prescindere dalla volontà del dirigente, abbiano impedito il rispetto delle clausole contrattuali (es. mancata assegnazione delle risorse promesse, effettiva impossibilità di realizzare gli obiettivi assegnati, ecc.

Per le verifiche di competenza del Nucleo, la valutazione del raggiungimento degli obiettivi da parte delle diverse articolazioni aziendali deve essere basata sui report forniti a livello di sistema informativo dell'azienda. Si torna invece ad una valutazione da parte del diretto responsabile solo per ciò che concerne il grado di partecipazione individuale al raggiungimento degli obiettivi aziendali, o dipartimentali o di unità operativa.

Altri punti da regolamentare sono poi quelli della eventuale raccolta di documenti attestanti i livelli di capacità professionale del dirigente oggetto di valutazione (es. casistica individuale), dei termini intermedi per le varie fasi della procedura, delle modalità concrete di realizzazione del principio della partecipazione al procedimento e della realizzazione del contraddittorio in caso di valutazione negativa.

In ogni caso, una fase che deve necessariamente essere affrontata è quella della definizione, previa concertazione con le rappresentanze sindacali, dei criteri generali che informano i sistemi di valutazione delle attività professionali, delle prestazioni, delle competenze organizzative e dei relativi risultati di gestione dei dirigenti (art. 32 comma 8) nonché dei criteri e delle procedure per l'affidamento e la revoca degli incarichi dirigenziali (art. 28 comma 8 ed art. 29 comma 4 CCNL). A tal proposito, il CCNL indica già in maniera abbastanza analitica gli elementi che devono essere sviluppati ed eventualmente integrati a livello aziendale sia per ciò che riguarda le verifiche del Collegio tecnico (art. 32 comma 5) che per quanto concerne il conferimento degli incarichi dirigenziali (art. 28 comma 6 ed il già citato art. 29 comma 6). 

 


I PRINCIPALI CRITERI GENERALI E CONTENUTI IN MATERIA DI VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI DA DEFINIRE NEL REGOLAMENTO

 

ð       La definizione degli obiettivi oggetto di valutazione e le risorse assegnate;

ð       La definizione delle modalità generali della valutazione di primo livello;

ð       La possibilità e le modalità per il dirigente di attivare un confronto, e comunque di poter esprimere le ragioni dell'eventuale dissenso in ordine a modalità o risorse assegnate per il raggiungimento degli obiettivi attribuiti;

ð       La possibilità e le modalità per il dirigente di attivare un confronto e di intervenire nel processo di valutazione di prima e seconda istanza ;

ð       L'obbligo per i dirigenti di presentare al managment aziendale i dati di consuntivo dell'attività svolta;

ð       Le modalità di comunicazione dei sistemi di valutazione ai dirigenti, prima dell'inizio del periodo di riferimento;

ð       Come è costituito l'organo valutatore;

ð       Le modalità di verifica ed approvazione della valutazione da parte del Direttore Generale;

ð       Le modalità di collegamento del processo di valutazione dei risultati all'erogazione della retribuzione di risultato (es.: la % di raggiungimento degli obiettivi diventa riferimento per la erogazione della retribuzione di risultato precedentemente assegnata come "potenziale" o come quota teorica;

ð       L'articolazione dei livelli di responsabilità dirigenziale, a seguito di accertamento negativo dei risultati delle attività, e le relative sanzioni;

ð       La disciplina del procedimento di adozione del provvedimento sanzionatorio a seguito di accertamento negativo e degli strumenti di tutela (preventiva contestazione degli addebbiti, contraddittorio, ecc.);

ð       La composizione ed il funzionamento del Comitato dei Garanti.

 


Ipotesi per uno strumento di valutazione

 

La costruzione di uno strumento di valutazione e la sua definizione nella regolamentazione aziendale deve tenere conto del fatto che la valutazione del Collegio Tecnico è , senza possibilità di interpretazione come si è illustrato nel precedente articolo una valutazione di secondo livello che avviene su atti e documentazioni.

Di seguito si illustrano alla tab n. 1 i fattori su cui realizzare la valutazione del dirigente. Tali fattori, ovviamente sono evidenziabili in misura diversa a seconda della posizione ricoperta ed anche a seconda del livello di maturità aziendale raggiunto nel suo complesso dall'Azienda. Non sono quindi generalizzabili, ma possono fornire una indicazione per proposte da realizzare in sede aziendale.

La tabelle n. 2, 3, 4  illustra le aree da valutare, gli indicatori e le possibili fonti, vale la pena sottolineare che tra le fonti evidenziamo la scheda di autovalutazione ed il curriculum come mezzi per il dirigente per un suo diretto coinvolgimento nel processo valutativo.

In questa sede non si è ritenuto di sviluppare la questione della traduzione della valutazione in giudizi sintetici o punteggi, in quanto la stessa richiede un dettaglio di analisi rispetto alla singola azienda.


Tab. n. 1

 

 

FATTORI

 

 

DESCRIZIONE

 

COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI

 

 

Ampiezza di interessi, aggiornamento e formazione

Capacità di sviluppare ed aggiornare le proprie conoscenze gestionali-professionali nell’interesse individuale e aziendale anche oltre la propria disciplina

Conoscenze tecniche e di ruolo

Da esplicitare nei diversi profili professionali in ragione degli obiettivi aziendali

Esperienze professionali

Percorso formativo-professionale professionale

 

COMPETENZE RELAZIONALI

 

 

Leadership

Capacità di creare consenso e di guidare un gruppo verso il raggiungimento degli obiettivi

Capacità di relazione

Capacità di stabilire e mantenere rapporti all’interno (collaboratori, colleghi di altri servizi) ed all’esterno (referenti istituzionali, pazienti) dell’organizzazione con atteggiamento volto a cogliere i bisogni e le richieste e a dare risposte adeguate

Capacità di lavorare in gruppo

Disponibilità ad ascoltare, a collaborare, a farsi accettare, tenendo conto degli obiettivi comuni

Comunicazione/Informazione

Capacità di esprimere in modo chiaro, logico, efficace qualsiasi informazione

 

COMPETENZE ORGANIZZATIVO-GESTIONALI

 

 

Capacità di decisione e di risoluzione dei problemi

Capacità di decisioni rapide, opportune, creative in situazioni nuove, complesse e di incertezza

Capacità di sintesi

Capacità di cogliere gli aspetti essenziali dei problemi

Capacità di analisi

Capacità di individuare le cause di un problema, di fare analogie, differenze e collegamenti 

Capacità organizzativa

Capacità di pianificare le attività proprie e degli altri

Visione sistemica

Attitudine a vedere i problemi nella giusta collocazione rispetto alle altre parti dell’organizzazione

Capacità di iniziativa e di autonomia

Fare proposte ed azioni senza essere sollecitati. Prendere  decisioni ed assumersi  responsabilità

Sensibilità economica e di controllo

Cogliere le implicazioni economiche di un problema e attivare indicatori per un sistema di controllo delle attività

Atteggiamento innovativo e flessibile

Capacità di pensare, di agire al di fuori di schemi e consuetudini, di individuare soluzioni alternative e nuove, di modificare il proprio comportamento

     

Tab. n. 2

Area di Valutazione

Indicatori

Fonti dei dati

 

Capacità

Tecnico-rofessionale e clinica

Volume prestazionale

 

Sistema di rilevazione attività professionale

 

Dichiarazione Resp. U. Operativa

 

Scheda di autovalutazione

 

 

Segnalazione di atti di particolare rilevanza professionale e clinica

Dichiarazione Resp. U. Operativa

 

Scheda di autovalutazione

 

 

Tab. n. 3

 

Area di Valutazione

Indicatori

Fonti dei dati

 

Formazione

Attività formativa scelta dal Dirigente

Fascicolo Personale, Curriculum

 

Scheda di autovalutazione con elenco: Organizzatore, Argomento, ore,

 

 

Attività formativa proposta dall'Azienda

Fascicolo Personale, Curriculum

 

Scheda di autovalutazione con elenco: Organizzatore, Argomento, ore

 

 

Punti ECM

(A Regime)

 

Didattica

Attività didattica

Fascicolo Personale, Curriculum

 

Scheda di autovalutazione con elenco: Organizzatore, Argomento, ore

 

 

Tutoring

N. Tirocinanti seguiti

 

Ricerca

Attività di ricerca

Fascicolo Personale, Curriculum

 

Scheda di autovalutazione con elenco: Organizzatore, Tema, ore,

 

           

 

Tab. n. 4

 

Area di Valutazione

Indicatori

Fonti dei dati

 

Capacità relazionale

Rapporti interni e con altre U. Operative

Segnalazioni di gradimento interni

 

 

Rapporti con l'Utenza

URP Reclami Encomi

 

Dichiarazione Resp. U. Operativa

 

Rispetto delle direttive

Atti scritti del Dirigente sovraordinato di segnalazione di particolare rispondenza alle direttive

Fascicolo Personale, Curriculum

 

 

Atti scritti del Dirigente sovraordinato di invito a comportamenti consoni

Fascicolo Personale, Curriculum

 

 

Rispetto dei turni di servizio

Atti scritti del Dirigente sovraordinato

 

Capacità organizzativo-gestionali

Conoscenze di sistemi, pratiche, procedure della organizzazione

Proposte

Progetti

Atti, direttive, disposizioni

Scheda di autovalutazione

 

Innovazione e Flessibilità

Disponibilità ad assumere compiti non specifici del proprio ruolo

 

 

 

Situazioni impreviste a cui si è dato risposta

 

 

Leadership

Assumere e far assumere responsabilità

 

 

 

Valorizzare e motivare i collaboratori

 

 

 

Creare coinvolgimento e consenso sugli obiettivi

 

 

Iniziativa e Autonomia

n. problemi risolti senza ricorrere al superiore gerarchico

 

 

 

Attività in sintonia con indirizzi aziendali senza indicazioni dei superiori gerarchici

 

 

           

 

BIBLIOGRAFIA

 

Broglio A., "Il sistema di valutazione delle prestazioni", in Costa G. (a cura di), Manuale di gestione del personale, Utet, Torino, 1992.

Butera F., Dalle occupazioni industriali alle nuove professioni, Angeli, Milano, 1987.

Costa G., "Politiche e tecniche di valutazione del personale", in Costa G. (a cura di), Manuale di gestione del personale, Utet, Torino, 1992.

Magginson L.C., Mosley D.C., Pietri P.H., Management. Concetti e applicazioni, Angeli, Milano, 1996.

Mintzberg H., La progettazione dell’organizzazione aziendale, Il Mulino, Bologna, 1985.

Mintzberg H., Management. Mito e realtà, Garzanti, 1991.

Olivero N. (a cura di), La valutazione dei dirigenti nella Pubblica Amministrazione, Angeli, Milano, 1998.

Vallotti G., La valutazione del personale negli enti locali: principi e metodologie, Angeli, Milano, 1996.

Zanetti et al., Il medico e il managment. Guida ragionata alle funzioni gestionali, Accademia Nazionale di Medicina, Forum Service editore, Genova, 1996.

 



 

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