Nel Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 la salute mentale, anche dell’età evolutiva, e la lotta allo stigma sociale costituiscono obiettivi prioritari. I disturbi relativi alla salute mentale, infatti, rivestono un’importanza crescente in tutti i Paesi industrializzati sia perché il numero dei soggetti colpiti è in costante aumento sia perché determinano un elevato carico di disabilità e di costi economici e sociali che pesano sui pazienti, sulle loro famiglie e sulla collettività». Ad affermarlo è il Ministero della Sanità che ha indetto ieri, 5 dicembre, la Giornata nazionale della salute mentale. I dati riportati dalle ultime ricerche condotte in materia di disagio psichico sostengono che il 20 per cento della popolazione adulta presenta uno o più disturbi mentali classificati nel DSM IV R. tra questi sia depressioni lievi e ansie che non limitano in modo sensibile l’autosufficienza dei soggetti, che patologie ben più gravi, che tendono ad emarginare e alienare le persone che ne soffrono. Da questi dati si evince anche che, in caso di disturbo grave, i primi sintomi si riscontrerebbero già nell’età evolutiva. In Italia infatti, «otto bambini su cento tra i due e i sei anni mostrano segnali di disagio psichico» ha affermato Gabriel Levi, neuropsichiatria infantile, in occasione della presentazione della Giornata nazionale della salute mentale. «Se si vuole combattere lo stigma della malattia bisogna dimostrare che può essere prevenuta e che per ottenere questo risultato è necessario aumentare gli investimenti nell’età evolutiva». L’otto per cento dei bambini presenta forme di disagio che provocano disadattamento e difficoltà di relazionarsi agli altri e che, secondo il Ministero, mette a serio rischio la loro e l’altrui vita. Gli interventi necessari sono «lo screening in età evolutiva, da eseguirsi secondo specifici protocolli, per evidenziare precocemente i comportamenti che successivamente evolvono verso malattie mentali e che possono, invece, se scoperti tempestivamente, essere curati con farmaci e modalità lievi». Inoltre è indispensabile «creare reti di soccorso intorno alle famiglie che siano in grado di aiutarle a cogliere i primi segnali di disagio e a non farle sentire abbandonate». La campagna promossa intende sottolineare «l’importanza della prevenzione primaria e secondaria e far avvicinare le persone con disturbi mentali e i soggetti a rischio ai servizi territoriali per la salute mentale». Così il 5 dicembre in piazza c’erano, a stima del Ministero, «convegni e manifestazioni rivolti non solo a medici e farmacisti ma anche ai malati e alle loro famiglie, pubblicità dinamica, affissione di materiale informativo e distribuzione di opuscoli nelle farmacie e negli ambulatori dei medici di medicina generale, realizzazione di uno spot televisivo e del sito internet www.fuoridallombra.it…gestito dalle associazioni di volontariato più rappresentative a livello nazionale». E forse qualcuno ha notato che di psicologi non si parla, come se ad avere a che fare con il disagio psichico fossero solo gli psichiatri.