SANITA': ALLARME PSICOLOGI PER RIFORMA MEDICINA PENITENZIARIA =

      SI INTERROMPERA' 95% PRESTAZIONI

 

      Roma, 17 mar. (Adnkronos Salute) - Con il nuovo decreto che

sancisce il passaggio dell'assistenza nelle carceri dal ministero

della Giustizia alla Salute, verrà interrotto il 95% delle prestazioni

sanitarie, gli psicologi passeranno da 480 a 16 unità per 50.000

detenuti e la riabilitazione psico-sociale sarà impossibile. L'analisi

è degli psicologi, sempre più preoccupati per la bozza del decreto di

riforma della sanità penitenziaria

 

      Riforma che provocherà, secondo i diretti interessati,

l'immediata sospensione di tutte le prestazioni sanitarie erogate

dagli esperti psicologi che, a differenza di altre figure

professionali, non subiranno alcun trasferimento. Le cure psicologiche

- spiegano - si limiteranno semplicemente all''osservazione' del

detenuto senza poter effettuare alcun trattamento né alcuna presa in

carico. Attualmente nei 205 penitenziari italiani operano 480

psicologi, alcuni impiegati nel 'servizio nuovi giunti', ossia

intervengono nel primo colloquio, altri che si occupano dell'attività

di 'osservazione e trattamento' successiva al primo intervento, e solo

pochi sono gli psicologi penitenziari di ruolo. Con la riforma, a

garantire l'assistenza sanitaria psicologica degli oltre 50.000

detenuti ci saranno solo 16 psicologi. Questo significa che il 95%

delle prestazioni attualmente erogate dovrà essere interrotto.

 

      ''Quando tra un anno o due le statistiche ci diranno che il

numero dei suicidi nelle carceri è aumentato e che la situazione è

diventata esplosiva - denuncia Mario Sellini, segretario generale del

sindacato degli psicologi (Associazione unitaria psicologi italiani) -

non servirà più discutere e organizzare tavole rotonde per decidere

cosa fare per fronteggiare l'emergenza. L'allarme, infatti, viene

lanciato oggi e vuole evitare concreti danni umani, sociali ed

economici''.

      (Com-Mad/Adnkronos Salute)

17-MAR-08 15:11