LA CONFUSIONE REGNA SOVRANA

 

Nubi minacciose si addensano sul pubblico impiego.

E’ entrato in vigore, da pochi giorni, il decreto fiscale di Tremonti. Ci sono molte novità. Delle quali alcune sono negative ed altre assolutamente confuse, tant’è che richiederanno Circolari interpretative di numerosi Ministeri ed organismo vari.

Una novità importante riguarda le assenze per malattia.

Vengono fatte salve le patologie gravi (avrei voluto vedere!). Per i primi 10 giorni di assenza viene garantito la corresponsione per intero del salario “fondamentale” con esplicita esclusione del salario “accessorio”.

Nel caso in cui la malattia superi i dieci giorni continuativi non c’è alcuna decurtazione.

Nel nostro contratto le voci che costituiscono il salario “accessorio” sono le seguenti:

 

1) retribuzione di posizione - parte variabile aziendale - sulla base della graduazione delle funzioni, ove spettante;

2) indennità di incarico di direzione di struttura complessa, ai sensi dell'art. 41 del CCNL 8 giugno 2000;

3) retribuzione di risultato, ai sensi dell'art. 62 del CCNL 5 dicembre 1996;

4) retribuzione legata alle particolari condizioni di lavoro, ove spettante;

5) specifico trattamento economico ove in godimento quale assegno personale (art. 39, comma 2 del CCNL 8 giugno 2000).

 

Chiaramente le Aziende brancolano aspettando la “Circolare” della Funzione Pubblica, promessa dal Ministro Brunetta. Ed in attesa speriamo che le Aziende non facciano troppi danni. Ci tocca vigilare come e più del solito.

 

Un altro aspetto che merita attenzione è la certificazione per le assenze da malattia.

Nel corso dell’anno solare la seconda assenza per malattia deve obbligatoriamente essere certificata dalla struttura pubblica.

I medici di famiglia affermano di non essere struttura pubblica, nel qual caso si dovrebbe andare al pronto soccorso con i prevedibili intasamenti. E per chi richiede la visita domiciliare? L’attesa Circolare della Funzione Pubblica dovrebbe chiarire anche questo aspetto.

 

Ci sono ancora altri aspetti che meritano un ulteriore approfondimento. Urge a questo punto mettere mano al rinnovo del Contratto perché molti degli aspetti regolamentati dal Decreto Tremonti richiedono passaggi di contrattazione nazionale ed aziendali ai quali non possiamo e non vogliamo rinunciare.

 

Mario Sellini