Comunicato

 

Età Pensionabile. No all’innalzamento per le lavoratrici

E’ vero che c’è la crisi finanziaria. E’ vero che la situazione non è affatto rosea, è tutto vero, ma questo Governo, almeno in questa situazione, sembra assumere posizioni assolutamente contraddittorie.

Da un lato propone di “rottamare” i dipendenti pubblici, mandandoli in pensione anche prima dell’età pensionabile, a condizione che abbiano maturato i contributi. Addirittura prima dei 60 anni. Ai sindacati chiede di inserire clausole contrattuali che agevolino l’uscita dei lavoratori dal servizio, anche incentivando questa scelta.

Dall’altra propone l’innalzamento dell’età pensionabile per le donne, portandola, gradualmente a 65 anni, con un innalzamento di 1 anno ogni biennio. Veramente non capiamo.

Ci dicono che sia una richiesta della Comunità Europea. In realtà la Comunità Europea chiede all’Italia tante altre cose che allegramente, questo Governo, come anche i precedenti, si sono ben guardati dal recepire.

E non è affatto detto che tutto ciò che viene dall’Europa, sia buono e saggio.

L’AUPI dice NO a questa imposizione. Diciamo NO per mille motivi. Diciamo NO perché a pochi mesi dalla pensione non si può chiedere alle lavoratrici di modificare radicalmente i propri programmi di vita. Diciamo NO perché chiediamo il rispetto degli accordi sottoscritti. Diciamo NO perché vogliamo che sia lasciata alla LIBERA scelta della lavoratrice, la possibilità di rimanere in servizio anche fino ai 65 anni.

Diciamo NO a che questa previsione diventi OBBLIGATORIA.

Non diciamo solo dei NO. Siamo convinti che una tale ipotesi possa anche essere discussa, ma ad una condizione assolutamente inderogabile: lasciare alla singola lavoratrice la LIBERTA’ di scegliere di rimanere in servizio anche fino ai 65 anni.

Faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità per salvaguardare il diritto delle lavoratrici alla LIBERTA’ di scelta.

 

Il Segretario Generale

Mario Sellini