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NO AL TENTATIVO DI IMPOVERIRE I DIRIGENTI
ED IL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO
21
gennaio 2011
Le
Organizzazioni Sindacali della dirigenza medica, sanitaria, veterinaria
ed amministrativa del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) denunciano il
tentativo in atto di tagliare ulteriormente le loro retribuzioni ed
amplificare, se possibile, le plurime vessazioni economiche e
professionali previste nei loro confronti dalla manovra economica voluta
dal Governo il 30 luglio 2010.
Oramai
appare chiara la volontà di realizzare un progressivo impoverimento
delle categorie della dirigenza del SSN ed attivare un combinato
disposto di minore-retribuzione/maggiore-disagio, che non potrà non
avere conseguenze sulla quantità e qualità delle prestazioni
assistenziali erogate agli utenti e sulla tenuta stessa del sistema.
Frustrazione e demotivazione, conseguenti alla riduzione ai minimi
storici del trattamento economico, spingeranno un numero crescente di
medici ed altri dirigenti, sempre meno tutelati dal contratto modificato
“ope legis”, ad abbandonare il servizio, ingrossando la gobba
pensionistica e preparando la rottamazione del sistema sanitario
impoverito di preziose risorse umane e professionali, non surrogabili
nell’immediato per le insufficienze delle politiche formative, a
vantaggio del privato e con maggiori costi per lo Stato e i cittadini.
L’attacco
frontale ai due fondamentali strumenti che dall’’800 regolano i rapporti
tra datori di lavoro e lavoratori, CCNL e sindacato, viene portato
avanti da più parti, centrali e periferiche, con l’obiettivo di
introdurre libertà gestionali, fino all’arbitrio, e mettere sotto
torchio categorie professionali cui è affidata la tutela di un diritto
fondamentale, alle quali si prospetta solo l’appiattimento economico.
L’ultimo
provvedimento “brunettiano” approvato oggi dal Consiglio dei Ministri
tende a riportare indietro di un secolo le relazioni sindacali per
eliminare l’idea stessa di una forma associativa a salvaguardia delle
condizioni di lavoro, spogliando di ruolo e di strumenti il sindacato
attraverso la modifica non negoziale dei contratti di lavoro in spregio
delle leggi dello Stato.
Sappiano
però gli apprendisti stregoni, che stanno recitando il requiem per il
sistema sanitario pubblico e nazionale. Ma è forse proprio questo
l’obiettivo malcelato dietro alla volontà di trasformare gli ospedali e
i servizi territoriali in caserme ed i sindacati in silenti spettatori.
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