INDENNITA’ DI ESCLUSIVITA’ -  PENSIONABILITA’

La recente approvazione della legge n. 138/2004, che modifica il rapporto di esclusività della Dirigenza Medica e Sanitaria, aveva generato il timore che la liberalizzazione del passaggio dall’intramoenia all’extramoenia e viceversa potesse avere degli effetti negativi sull’Indennità di Esclusività e sulla sua pensionabilità.

Il primo dei timori, la perdita per tutti dell’Indennità, è stato fugato nei mesi scorsi dal Governo e dalle Regioni. L’Indennità di Esclusività resta per i Dirigenti Sanitari che scelgono l’intramoenia.

Il secondo dei timori, la possibile non pensionabilità dell’Indennità di Esclusività è stato risolto da una nota dell’INPDAP che ha chiarito i risvolti previdenziali relativi al mutamento del rapporto di esclusività.

L’Indennità di Esclusività continuerà ad essere valutata, ai fini pensionistici, nella cosiddetta quota “A” del trattamento previdenziale, considerato che questa Indennità è da considerare Fissa e Ricorrente ancorché, nel corso della vita lavorativa, sarà possibile optare più volte per il rapporto esclusivo o meno con conseguente perdita o acquisizione dell’Indennità.

Nel caso in cui il Dirigente Sanitario abbia modificato più volte il proprio rapporto di lavoro ed abbia accumulato periodi in cui ha percepito l’Indennità e periodi nei quali non l’ha percepita, ai fini previdenziali troverà applicazione la norma della “media ponderata”.

Chi ha seguito più da vicino il dibattito che ha preceduto l’approvazione di questa legge ricorderà la posizione dell’AUPI.

Non abbiamo mai temuto che l’approvazione della legge potesse mettere in discussione l’Indennità di Esclusività o la sua pensionabilità.

Ancora una volta quanto da noi previsto ed anticipato, si è puntualmente verificato.

Mai avremmo proposto ed appoggiato l’approvazione di una legge se questa legge avesse messo a rischio istituti normativi ed economici in godimento.

 

Il Segretario Generale

Mario Sellini