Quesito

Aupi Staff asked 11 mesi ago

A.C. Asl Catania

Sono …………… iscritta a codesto sindacato (regione Sicilia) da almeno 20 anni e sarei intenzionata ad andare in pensione utilizzando la “Opzione Donna”.

Allego pertanto le scansioni dei seguenti documenti:

Attestato di servizio emesso da “Oasi Regina Pacis” relativo al periodo dal 1-2-83 al 9-7-86;

Attestato di servizio emesso da “AIED” relativo al periodo dal 1-7-83 al 31-3-83 e dal 1-10-85 al 31-12-89;

Attestato di servizio emesso da “Oasi Regina Pacis s.n.c.” relativo al periodo dal 10-7-86 al 11-1-91;

Attestato di servizio emesso da “O.D.A.” relativo al periodo dal 14-1-91 al 10-6-92;

CUD relativo all’anno 2016;

Cedolino relativo al mese di Agosto 2017;

E/C INPS per il periodo dal 7-7-77 al 31-5-2016;

Fatture emesse come libero professionista nel periodo dal 1982 al 1983.

Attualmente sono ancora in servizio presso la Asp di Catania.

Stando alle informazioni da me raccolte e sulla base dei contributi ad oggi versati, sembra che io non possegga i requisiti per poter usufruire della “Opzione Donna”.

Però negli anni 1982 e 1983 io ho comunque lavorato, come si evince dalle 7 fatture emesse all’epoca e raccolte in un unico file .pdf.

In quegli anni non esisteva alcun obbligo di contribuzione, né esisteva una cassa specifica cui versare i contributi previdenziali.

Chiedo se è possibile raggiungere i requisiti richiesti dalla legge sulla “Opzione Donna” versando i contributi (a quale ente, in quale forma e in quali tempi) relativi alle fatture allegate.

Chiedo inoltre, qualora io non possedessi i requisiti e non potessi ottenerli neppure versando i contributi relativi alla fatture allegate, se è opportuno chiedere comunque all’INPS di usufruire di detta possibilità, ottenendo comunque una risposta ufficiale, positivo o negativa che sia.

 

1 Risposta
Aupi Staff answered 11 mesi ago

A.C. Asl Catania
Dall’esame della documentazione inviata per conto dell’iscritta si è potuto valorizzare, nella gestione dipendenti pubblici, al 31/08/2017, un’anzianità contributiva pari a 37 aa., 1 m.  e 27 gg (comprensiva di 4 anni di riscatto laurea e 7 aa., 4 mm. e 11 gg. di ricongiunzione di cui alla L. 29/79).
Per la succitata valorizzazione non sono stati considerati i periodi non ricompresi nella ricongiunzione (L.29/79), in quanto, privi di contribuzione (non é chiara la tipologia di prestazione lavorativa), i quali potrebbero essere ammessi dall’INPS, a domanda dell’interessata, alla costituzione della rendita vitalizia (riscatto1 oneroso), di cui all’art. 13 Legge 12/08/1962 n. 1338, essendo stato omesso il versamento dei contributi che non possono più essere versati con le normali procedure e che non possono più essere richiesti dall’INPS essendo intervenuta la prescrizione di legge, sempreché si sia in possesso di documentazione di data certa utile per provare l’effettiva esistenza del rapporto di lavoro.
Tali periodi, inoltre, per essere riconosciuti come contribuzione ex CPDEL l’iscritta deve fare richiesta di ricongiunzione onerosa ai sensi dell’art. 2 della Legge 29/79.
Pertanto, nelle condizioni attuali, non considerando i succitati periodi, la medesima avrebbe la seguente possibilità:

  • recedere dal servizio, tenendo in considerazione il rispetto dei termini del preavviso dettati dal CCNL della dirigenza non medica (tre mesi), quindi, anche a decorrere dall’01/01/2018, con diritto a pensione di anzianità ai sensi dell’art. 1 comma 9 della legge 243/2004 – legge Maroni (35 aa. anzianità contributiva e 57 aa. di età anagrafica), calcolata col sistema interamente contributivo, con 37 aa., 4 mm. e 27 gg. di anzianità contributiva e 62 aa. e 6 mm. di età, con un assegno mensile di circa € 1.700,00 netti penalizzato di circa il 30 % rispetto a quanto avrebbe potuto percepire pro-quota calcolato col sistema “misto Monti-Fornero” (retributivo fino al 31/12/2011 e contributivo dall’01/01/2012 in poi)  con medesima anzianità contributiva.
  • collocamento a riposo d’ufficio, se dovesse essere confermato l’incremento legato alla speranza di vita stimato sulla base dello scenario demografico ISTAT, con diritto a pensione di vecchiaia calcolata col sistema “misto Dini”, dal mese di ottobre 2022 a 67 aa. 2 mm. di età con 42 aa. e 2 mm. circa di anzianità contributiva con un assegno pensionistico mensile di circa € 2.800,00

(I suindicati importi sono approssimativi, in quanto, calcolati sulla base di quanto si è potuto desumere dalla documentazione prodotta, pertanto potrebbero variare in base alla differente retribuzione e differente tassazione erariale).


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