Aupi Staff asked 3 anni ago

P.C. Dipendente Umbria

Buonasera

sono a scrivervi per avere informazioni circa lo smart workin. La responsabile dalla sera alla mattina ha comunicato che avrebbe tolto questo strumento che da Novembre aveva “Concesso” perchè secondo lei era finito il periodo di emergenza e quindi saremmo tornati tutti in presenza, senza considerare che si è rilevato uno strumento valido almeno per tutto il lavoro che non prevede l’incontro in presenza necessario con l’utenza. Il resto del lavoro di relazioni, valutazione casi ecc.. non viene considerato che possa essere svolto da casa. Inoltre nel verbale redatto dal Responsabile viene comunicato il luogo dove devono essere fatte le riunioni online “…salvo le riunioni che debbono essere svolte online dal servizio utilizzando le varie postazioni prenotate. Chi verificato questo avesse difficoltà può farle dal proprio domicilio a Perugia, tornando poi al servizio.” Noi, chiaramente non abbiamo la strumentazione necessaria per poter svolgere il lavoro online, ma utilizziamo i nostri strumenti. Io e i miei colleghi vorremmo indicazioni circa questo nuova modalità di lavoro che oramai da diverso tempo molte aziende, non solo le P.A. hanno sperimentato con successo visto i risultati pubblicati e non vorremmo diventasse uno strumento di ricatto verso il dipendente. Dal 24.05.2021 al nostro servizio tutti in presenza per tutto l’orario completo. Aspetto vostre indicazioni.

1 Risposta
Aupi Staff answered 3 anni ago

P.C. Dipendente Umbria
in merito al quesito posto è necessario articolare una premessa:
-i dipendenti della Pubblica Amministrazione hanno due obblighi, l’orario di lavoro e l’orario di servizio. L’orario di lavoro è il debito orario che il lavoratore è tenuto contrattualmente a garantire all’Azienda; l’orario di servizio è l’articolazione dell’orario di lavoro funzionale al buon andamento dell’Amministrazione. Inoltre l’organizzazione dell’orario di lavoro è competenza esclusiva del datore di lavoro, sia nel settore pubblico che in quello privato.
Ciò premesso, l’emergenza sanitaria, ha determinato una modalità di lavoro nuova, il ‘lavoro a distanza’. Questa modalità è stata assunta dalla PA per ridurre la mobilità a tutela della salute.
Si tratta di una modalità di organizzazione del lavoro assolutamente emergenziale.
Il cd lavoro a distanza implica tutta una serie di obblighi a partire dal controllo delle presenze al rispetto del debito orario alla garanzia e tutela della privacy degli utenti comprese la gestione/compilazione delle relazioni e di tutta la documentazione inerente l’attività sanitaria che non può essere conservata su sistema informatici personali. Tutti questi obblighi sono stati in qualche modo sospesi solo a causa dell’emergenza sanitaria.
Tra l’altro il personale della dirigenza medica e sanitaria, dal 1 gennaio 2021 ha ottenuto un considerevole beneficio economico quale riconoscimento per l’impegno profuso in questa emergenza, anche con la presenza in servizio. Un beneficio economico superiore a quello ottenuto nell’ultimo CCNL.
In ogni caso nessuna Pubblica Amministrazione è stata mai obbligata ad attivare il lavoro a distanza in virtù delle prerogative che la legge assegna al datore di lavoro, tant’è che, per fare un esempio riferibile alla categoria degli Psicologi, non sono molte le aziende che hanno attivato questa modalità di organizzazione del lavoro. Laddove è stato attivato è stata sempre una libera espressione della volontà del datore di lavoro. Anche il rientro al lavoro in modalità ‘in presenza’ rientra nel potere organizzatorio oltre che fortemente suggerito dall’attuale Governo.
Per quanto riguarda invece la modalità di partecipazione alle riunioni in modalità on line, l’Azienda è tenuta a garantire l’utilizzo di una postazione dalla quale partecipare alla riunione.
Si resta a disposizione per ogni ulteriore approfondimento.

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